Negozi sfitti in Italia, l’allarme riguarda anch …

“Il Molise – dichiara il presidente regionale Angelo Angiolilli – si colloca infatti al quarto posto in Italia per impatto del fenomeno, con una percentuale di negozi sfitti pari al 22,5% della rete distributiva commerciale totale”.

Il fenomeno della desertificazione commerciale in Italia, con oltre 105 mila negozi sfitti a livello nazionale, tocca in modo significativo anche il Molise. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio in vista dell’iniziativa nazionale “inCittà – Spazi che cambiano, economie urbane che crescono” (Bologna, 20 e 21 novembre), che mira a proporre un’Agenda Urbana Nazionale per la rigenerazione dei centri urbani.

Secondo le stime di Confcommercio, la regione Molise presenta un quadro particolarmente delicato per quanto riguarda il tasso di sfitto dei locali commerciali: pari a circa 947 negozi sfitti (stima ottobre 2025). Nonostante il valore assoluto sia tra i più bassi a livello nazionale a causa della minore estensione territoriale, il dato percentuale evidenzia una situazione critica.

“Il Molise – dichiara il presidente regionale Angelo Angiolilli – si colloca infatti al quarto posto in Italia per impatto del fenomeno, con una percentuale di negozi sfitti pari al 22,5% della rete distributiva commerciale totale. Questo significa che oltre un quinto dei locali è vuoto, un dato che supera la media nazionale del 15,1% e sottolinea la forte vulnerabilità della rete commerciale di prossimità regionale”.

Di fronte a questo scenario, Confcommercio, anche attraverso il progetto Cities, propone una Agenda Urbana Nazionale che preveda la collaborazione tra Governo, Regioni e Comuni. L’obiettivo è creare un quadro stabile e integrato di politiche per la rigenerazione urbana e la valorizzazione delle economie di prossimità. dedicata al presente e al futuro delle città italiane e delle loro economie urbane.

“È essenziale – sottolinea il direttore regionale Irene Tartaglia – che la Regione Molise e i Comuni molisani integrino queste azioni per contrastare il grave fenomeno della desertificazione, che minaccia non solo l’economia, ma anche la qualità della vita e la coesione sociale nelle comunità locali”.

A livello regionale, è fondamentale valorizzare e armonizzare l’esperienza dei Distretti Urbani dello Sviluppo Economico, superando la frammentazione normativa e definendo regole minime comuni per il funzionamento, la governance e il coinvolgimento degli attori locali, con particolare attenzione alla dimensione di servizio alla comunità e all’uso dei dati per la programmazione territoriale.

A livello comunale, si propone la redazione di Programmi Pluriennali per l’Economia di Prossimità, strumenti integrati per coordinare le diverse azioni di contrasto alla desertificazione commerciale. Tra le misure più efficaci: patti locali per la riattivazione dei locali sfitti, con canoni calmierati e incentivi coordinati tra pubblico e privato; interventi di animazione urbana e accompagnamento all’avvio d’impresa, promossi da Comuni e associazioni di categoria; azioni per una logistica urbana sostenibile e integrata nei sistemi digitali; piattaforme di welfare territoriale che permettano alle imprese di erogare crediti spendibili nei negozi e servizi di prossimità; partenariati tra imprese del terziario di mercato e operatori immobiliari, per integrare nei nuovi interventi di rigenerazione urbana spazi destinati ai servizi di quartiere e alla vita comunitaria.

 Il calo delle attività di commercio al dettaglio è un trend consolidato: negli ultimi dodici anni l’Italia ha perso oltre 140 mila attività (negozi e ambulanti). Senza interventi mirati di rigenerazione urbana e il riutilizzo dei locali sfitti, Confcommercio stima che, a livello nazionale, si rischia di perdere altre 114 mila imprese del commercio al dettaglio entro il 2035, ovvero più di un quinto delle attività oggi esistenti.

Il declino è alimentato da diversi fattori: insufficienza dei consumi interni, cambiamento nei comportamenti di spesa dei consumatori, diffusione delle tecnologie digitali e crescita esponenziale dell’e-commerce (le imprese attive nel commercio online sono aumentate del +114,9% tra il 2012 e il 2024).

 

Classifica delle Regioni per numero di negozi sfitti (stima ottobre 2025)

 

REGIONI

 

Val. ass.

Lombardia

9.447

Veneto

9.118

Piemonte

8.948

Campania

8.686

Toscana

8.621

Sicilia

8.030

Lazio

7.407

Puglia

7.176

Emilia-Romagna

7.029

Liguria

4.895

Calabria

4.355

Sardegna

4.350

Marche

3.929

Abruzzo

3.493

Friuli-Venezia Giulia

3.147

Umbria

2.155

Trentino-Alto Adige

1.639

Basilicata

1.226

Molise

947

Valle d’Aosta

428

ITALIA

105.026

Fonte: survey operatori immobiliari e Ufficio Studi Confcommercio (dati sulla demografia di impresa)

 

Tabella 5 – Classifica delle regioni per % di negozi sfitti (stima ottobre 2025)

 

REGIONI

 

% su rete distributiva commerciale

Valle d’Aosta

28,1%

Friuli-Venezia Giulia

26,7%

Liguria

23,7%

Molise

22,5%

Marche

21,9%

Abruzzo

20,6%

Umbria

20,4%

Sardegna

20,2%

Toscana

19,4%

Piemonte

19,3%

Veneto

18,5%

Calabria

15,9%

Trentino-Alto Adige

15,6%

ITALIA

15,1%

Emilia-Romagna

15,0%

Basilicata

14,8%

Sicilia

13,1%

Puglia

13,0%

Lazio

10,6%

Campania

10,6%

Lombardia

10,4%

Fonte: survey operatori immobiliari e Ufficio Studi Confcommercio (dati sulla demografia di impresa)